
Eleonora e Fabio abitano Villa Ferrari con una grazia sospesa tra storia e sentimento, in un racconto fatto di materia e respiro.
La tenuta cinquecentesca diventa scenografia naturale della loro giornata: l'abito che attende tra l'edera, una bambina che lo sfiora con meraviglia, lo sposo che si prepara in silenzio al momento più atteso.
Nel loggiato e nel parco, l'aria diventa morbida, accarezzando veli e sorrisi. L'ingresso al braccio del padre, gli sguardi che si cercano prima ancora delle parole, la risata condivisa fianco a fianco.
Le fotografie alternano intimità e architettura, ombre e riflessi, trovando la loro espressione nei gesti più veri: Eleonora che sorride davanti a un piatto di pasta, ancora avvolta nella seta, prima che tutto abbia inizio.
Quando il cielo si spegne e i festeggiamenti si accendono, la dimora diventa teatro di immagini intime, mai forzate, dove passi leggeri e sorrisi si imprimono con naturalezza, concedendo alla sera di trattenere ancora un ultimo riflesso di gioia.
















































